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 CAMPI MAGNETICI¹

  

 

“Bocca morta di montagna dai denti cariati che non può sputare”

(T .S. Eliot, La terra desolata)

 

 

I

Piovra dei sogni che mi lega, pascolo

di mucche pazze, periferia di ortiche

radioattive, lavorata di antenne

e filo spinato, montagna estranea

al verde e alla pietra, piovra

campo per telefoni cellulari

rovescio di montagna scavata

nelle vene che erano pietre

quando il verde sanguinava

negazione di altezza mentre il cielo

è un margine azzurro infinito

 

 

II

carrellata sul vuoto che ti segue

col suo brusio di macchina da presa

scena di un film anni settanta, dove

l’amore è fermo, il tedium vitae

tra le fabbriche grigie, il suicidio

dell’annoiato, il bianco e nero

tu ancora cammini sullo sfondo

dei ripetitori ideologici

e la legge è uguale per tutti

 

 

III

sono la Nike sono la Coca-cola

vado di fretta –tutto concentrato

nel bosco parlante nelle membrane-

respiro le onde i funghi ipnotici

sono l’albero delle paraboliche

sotto di me cresce ancora l’erba

 

 

IV

serbatoi sassi acrilici

buchi per gli occhi per i nasi

vuoti destini dell’arte

se manca la terra

a che serve morire?

 

 

V

ma poi si gira oltre la chiudenda

sul ciglio che taglia il vento obliquo

sull’aperto sulle glaciazioni

sulle guerre dell’altro versante

che qui aumentano la pace

si comincia a vedere un profilo

il ghiaccio negli occhi arido

il paesaggio disperso –attento

a non calpestare gli echi

attento allo scheletro

non mettere il piede sulle radici-

 

 

VI

altri piani, altre valli, altre montagne

non la stanca Caina non la luna

non più lacrime nemmeno rovine

ci portiamo –ci portano- quassù

laggiù -per noi in fondo è lo stesso-

attraversiamo un vortice magnetico

passiamo dall’altra parte, cioè

siamo vibrazioni tagli di vuoto

la terra non è tutto non è nulla

è il girasole impazzito di luce

è l’atomo opaco disintegrato

 

 

      1 Il "paesaggio disperso" è quello agro-tecnologico di Rubbio, dove i pascoli si alternano alla selva magnetica dei ripetitori e agli avvallamenti delle cave di pietra.

      2 Il riferimento è alle cave trasformate dall'opera dell'artista Toni Zarpellon.

      3 La Caina è il monte, estrema propaggine orientale dell'Altopiano di Asiago, che guarda l'altro versante della Val Brenta (cioè il Monte Grappa), ma è anche la zona ghiacciata dell'Inferno dantesco in cui sono puniti i traditori dei parenti (e dunque, in primo luogo, dei padri).

 

 

 

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Ultimo aggiornamento:  09-01-09