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Luigi Lanzi, Lettera a Bartolomeo Gamba

Luigi Lanzi fu autore della prima vera storia moderna della pittura italiana, la Storia pittorica della Italia, pubblicata dall'editrice Remondini di Bassano nel 1795-96. Come responsabile dell'attività editoriale Bartolomeo Gamba curò la stampa dell'opera e tenne i rapporti con l'autore, arrivando anche ad accoglierlo nella propria casa come ospite pagante. Il lavoro fu lungo e complesso, e di tali lungaggini il Lanzi parla in questa lettera, qualificando scherzosamente il popolo bassanese col "demone" antropologico della lentezza e ritraendolo fantasiosamente nell'atto cerimonioso di rimestare un enorme calderone di polenta. Rappresentazione di un'ironia non del tutto gratuita.

     

A BARTOLOMEO GAMBA.

Udine, 22 febbrajo 1797.

...

L'altra disgrazia di non avere ancora il baule, che corrisponde quasi allo star senza casa, l'ascrivo ad un altro demonio non ateniese ma bassanese. Il demonio, o genio, di cotesto popolo a lei è notissimo, e meco più di una volta ella ne ha fatto querele , quando, non ostanti le sue premure per favorirmi presto, il lavoro durava quasi una eternità. Così è avvenuto ora. La stampa è terminata fin da due mesi e mezzo; s'è trattato di legature in brochure che richieggono pochissimo tempo, e nondimeno gliele han fatte stentare più che le operosissime legature in pelle con pitture e con oro; e tanto han fatto che han saputo mettere in angustie lei e me. Ho pensato di non passargliene senza qualche pena. Farò dipingere da questo signor Rubeis il demone del popolo bassanese, non come quello di Atene, nel cui volto era espressa insieme finezza e pietà, con le altre cose che dice Plinio ; nè fra' simboli di guerra e di belle arti, ma in altro modo. Sederà vicino al fuoco con solo una camicia e due braghe, l'una e le altre occhiute come Argo, onde si vegga il nudo; avrà le gambe rosse e i capelli scompigliati, come in cotesto popolo si veggono nel giorno del giovedì: con la sinistra si gratterà le reni, con la destra maneggerà la mestola entro un calderone di polenta: gli usciranno dal naso, a guisa di farfallone, i piccioli figli dell' anima, ì pensieri, le idee degli affari, le premure di ciò che gli è stato raccomandato; e queste farfallette resteranno invischiate or con una or con ambe le ali nella tenace polenta: soprattutto raccomanderò che in quel volto si legga lentezza, indolenza, procrastinazione, accompagnate da alternamento di spalle : così un Padre della Valle, che vivrà ne' secoli che verranno, avrà materia di scrivere; e per ora ella e 'I nostro caro Brocchi materia di ridere. Molti ossequj al sig. Conte, molti saluti a' suoi domestici e agli amici. La ringrazio di tutto; di quello ancora che avrebbe voluto e non ha potuto fare per favorirmi. La abbraccio cordialissimamente.

 

(Lettera di Luigi Lanzi a Bartolomeo Gamba, in Raccolta di prose e lettere scritte nel secolo XVII, vol. III, Lettere familiari, tomo II, Milano, Società tipografica dei classici italiani, 1830)

 

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Ultimo aggiornamento:   02-10-10