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Neri Pozza, Elegia per gli
impiccati di Bassano
Il
testo rievoca la drammatica vicenda dell'impiccagione di 31 giovani, ad
opera dei nazi-fascisti, avvenuta a Bassano, dopo il rastrellamento sul
massiccio del Grappa, il 26 settembre 1944. Silvio Omizzolo, compositore padovano con radici nell’Altopiano di Asiago,
compose l’Elegia nel 1963 su versi del poeta ed editore vicentino Neri
Pozza; ma questa fu eseguita per la prima volta a Bassano solo nel 2005
dall’Orchestra Filarmonia Veneta, con F. Crispo voce recitante. Opera
breve, ardua ed avvincente, l’Elegia rievoca sia nel testo poetico che
nella musica i caratteri della tragedia classica: il Coro evoca la
natura oscura ed ammutolita in una nenia di versi ottonari, poi
l’orchestra riduce il volume sonoro all’arrivo del Nunzio che descrive
la scena orribile come voce recitante, lasciando poi il Coro alla sua
dolorosa meditazione.
Mare nero intorno al Grappa, mare-fuoco,
nero carcere le strade -
Nere jene scatenate,
grida lunghe, lacerate,
nero il bosco, il sasso nero,
cielo azzurro-cielo nero,
bianchi i vivi ammanettati,
bianchi i morti abbandonati.
Nero il Ponte di Bassano,
la corrente tutta pece,
nere agli alberi le foglie,
nero fonda Valsugana,
nere torri, nere mura,
nera l'anima, il coraggio.
Tanti impiccati in lunga fila agli alberi, -
abiti cascanti e rattoppati,
volti di marmo paonazzo
fissi nell'ombra del fogliame,
occhi terribili, stupiti,
azzurro cupo di cani,
tetri occhi umiliati di lacrime,
inquieti occhi sbarrati.
Fumo bianco in cima al Grappa,
poca cenere le strade,
rosso il bosco, vetro il ghiaccio,
cielo freddo come sasso,
bianchi i vivi ammanettati,
bianchi i poveri impiccati.


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