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PONTE VECCHIO
“E l’ha portato via come una cesta”
(Gaspare
Gozzi)
pare impossibile mai una volta che non mi facciano arrabbiare
sempre a litigare loro due in casa non si può rimanere e fuori no non vogliono e giù a promettere e giù a darsele finché non dico usciamo che vi faccio
vedere vi porto in qualche posto e soprattutto vi compro questo e quello mai contenti e insistenti e uffa pedalare e dove andiamo sempre uscire almeno con la macchina sono stufo e sono grande non vedi che la bici mi arriva appena qui almeno facciamo la strada dritta non la discesa che ho paura e niente lungo lungo niente girare basta guardare basta sai cosa c’era non voglio vedere non mi piace lungo il Brenta che poi non ce la faccio a risalire mi avevi detto mi avevi promesso qui cosa facciamo adesso torniamo che mi perdo la
melevisione
le tartarughe ningia va bene smontiamo ma solo un momento che tanto non è alto come l’altra volta lo so già dove abitavi dove giocavi ma io coi sassi non mi diverto è tutta una perdita di tempo e non li trovo mai abbastanza piatti
va bene –dico- adesso risaliamo così passiamo vicino anzi sopra il ponte appoggiamo qui le bici che squarcio d’orizzonte che apertura di cielo sopra le montagne e voli alti che scendono vedete e lampi di neve e linee di sentieri sulle creste e ferite bianche di pietra ma come scintillano e guarda vedi il Grappa gli Asoloni bucherellati ti ricordi che bombe che spettacolo di guerra e quanto scavare trincee quanto rumare di ossa e schrapnel
e scatole di latta nelle buche e gnam gnam di picnic e quella volta che siamo andati a funghi vabbé trovato poco e neanche li hai assaggiati ma sentirai che gusto crescendo vedrai che fame negli occhi quanto sciare
arrampicare quanto volare sulle correnti ascendenti nello sciame di colori che passano nel bianco nel blu che virano vedi i parapendii i deltaplani giù dentro il grigio dentro il verde macché precipitare macché motore aria basta l’aria come per respirare come i cormorani gli aironi i pesci come nuotare che l’acqua ti tiene a galla e guarda che parapiglia di flash di cartoline sai cos’è un ponte come questo di legno sai quanti sono passati di qui quante distruzioni e alluvioni e
napoleoni vedi quelle case con le cannonate noi fermi e tutto scorre il tempo i
negozi di ceramiche gli ubriachi i salici ma c’è sempre tanto vento non reggono e papi e papà hanno freddo torniamo


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